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E' questa la Napoli che vogliamo?
Cosa c’è di più eloquente delle immagini per dare l’idea dello stato di degrado e abbandono in cui versa la città di Napoli? Quelle che vi proponiamo sono solo alcuni scatti di una metropoli che sta vivendo una delle pagine più buie dal secondo dopo guerra. Gli scenari che si mostrano ai cittadini ed ai turisti sono il risultato di anni di malgoverno.
Questa è la Napoli che cinque anni di guida Iervolino ci consegnano, conseguenza di incapacità, inettitudine, menefreghismo, indifferenza: un mix esplosivo che fa di Napoli una delle città più violente, sporche, caotiche, dove la legge non esiste e le forze dell’ordine si sono ritirate.

In genere ci si è sempre preoccupati delle periferie come simbolo del decadimento urbano e civile ed in effetti ancora oggi la retorica intermittente di media, politici e associazioni ci riporta in queste zone saltuariamente allo scopo di ottenere un po’ di visibilità personale, salvo poi lasciar cadere nel vuoto ogni buon proposito. Ciò che più sconcerta, tuttavia, è l’assoluto abbandono progressivo del centro, di quelle aree che dovrebbero essere coccolate e curate, offerte in pasto ai turisti nella proposta di una facciata in grado di coprire i quartieri malfamati e violenti della città: non si è, invece, riusciti a tutelare nemmeno questi territori.

La Iervolino ha avuto il coraggio di presentarsi agli elettori nuovamente, con una proposta di riscatto, di riqualificazione che non è stata in grado di attuare nei cinque anni del suo mandato. Oggi si propone in tutto il suo finto candore istituzionale spacciando per successi anni di fallimenti, di progetti proposti e dati in pasto ai napoletani senza che alle pompose presentazioni seguissero fatti concreti. E’ accaduto per Napoli est, per l’università prima indirizzata a Scampia, poi a San Giovanni a Teduccio, per la rinascita di Bagnoli, per l’avveniristico sottopasso di via Acton, per il centro congressi mancato di Pianura con campo da golf annesso e così si potrebbe continuare all’infinito. Sembra quasi esservi una sottile perfidia in queste sistematiche prese in giro della popolazione, illusa e poi ignorata.
Certo la Iervolino non è la sola ad avere colpe, del resto la sua gestione è la degna prosecutrice di quella del Bassolino in fuga verso più ambiziosi incarichi ministeriali che lo distolsero dalla guida del capoluogo partenopeo, salvo poi riproporlo sulla scena regionale con la candidatura a governatore della Campania. E proprio da quella postazione Bassolino si è trasformato nell’incombente fratello maggiore in grado di condizionare la politica della giunta comunale.

Oggi Napoli è il frutto di questi decenni di malagestione, di sadica e illusoria amministrazione: extracomunitari e sbandati che scambiano le strade di Napoli per orinatoi a cielo aperto, delinquenza locale senza freni, babygang che si appropriano dei quartieri della città al calar del sole. Dinanzi a spettacoli del genere, alle vie maleodoranti degne dei quartieri degradati di Calcutta, vi è il disinteresse e l’apatia di quanti dovrebbero tutelare il decoro ma soprattutto garantire condizioni igienico-sanitarie e di vita quanto meno dignitose. I napoletani percepiscono questo senso di abbandono scoraggiati e umiliati dal degrado urbano nel quale sono costretti a vivere.

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